Filippo Ongaro e le 8 settimane

febbraio 11, 2016

Da qualche tempo, la mia vita ha preso una sorta di “deriva salutista”.

Sono così stata irrimediabilmente affascinata dalla promessa di raggiungere un giorno l’equilibrio psico-fisico, che a tale scopo ho affrontato estenuanti sedute casalinghe quotidiane di fitness, e in esterna, 2 ore di piscina e corsetta 2 volte a settimana di 40 minuti, che detta così è proprio il livello base, ma vatteli un po’ a fare ‘sti 40 minuti…

Sfortunatamente, non sono famosa per la mia costanza, quindi ho ceduto pian piano alla mia inesorabile pigrizia, ma sempre tenendo a mente i benefici di una buona attività fisica sulla salute (grazie, sarà per un’altra volta).

Non si può cambiare la propria natura, o forse sì… fatto sta che in quel bel periodo ricco di energia e buoni propositi (devo ammetterlo, con tutto quello sbattimento, avevo un sacco di energie a disposizione, come se riuscissi a rigenerarle giorno dopo giorno, ma ribadisco, vatteli a fare i benedetti 40 minuti) sono incappata in un libro, divorandolo tutto d’un fiato, in senso metaforico, visto l’argomento è meglio essere chiari.

Il libro in questione è stato scritto da Filippo Ongaro (www.filippo-ongaro.it) e si chiama “Mangia che ti passa”.

Il titolo di per se è assai promettente, cosa chiedere di meglio? Hai mal di schiena? Sparati una brioche. Soffri di insonnia? Patatine fritte o in alternativa i Brasil di Gentilini. Un sogno. In verità nulla era più lontano dalla realtà. Come in tutte le fiabe, ad un certo punto arriva la strega cattiva, in questo caso si palesa il caro dottor Filippo, invece della bacchetta brandisce un gambo di sedano, e ti massacra nelle convinzioni più “vere” che hai, tipo: tutti sappiamo che il latte è un favoloso alimento che ci rifornisce di calcio, per le ossa e i denti. Ecco, niente di tutto ciò è vero! il latte non fa bene, né alle ossa, né ai denti, anzi l’incidenza di osteoporosi nei paesi che non consumano latte per cultura, è infinitamente più bassa, rispetto ai paesi consumatori di latte… e qui ti casca tutto il mondo dei jingle, delle merendine, più latte e meno cacao, il latte per crescere ecc. ecc.

E ti senti solo. E hai paura.

Così via dicendo per tutto il libro, Ongaro ti mina nel profondo le certezza di una vita, quelle che ti diceva nonna, in assoluta buona fede, ma che in realtà non hanno nessuna valenza scientifica, anzi.

Nonna perdonalo!

Comunque il perfido, dopo averti demolito le certezze, e averti fatto nascere un profondo rancore per il tuo salumiere di fiducia, che a quanto pare in tutti questi anni ha cercato più volta di ucciderti, ti mostra la via, e lo fa con una promessa: avere un fisico in perfetta forma, un concreto aiuto per l’umore, mantenendo una certa apparenza di gioventù fino ad avanzata età matura. La medicina anti-aging, in buona sostanza.

Ovvio, gli ho ceduto immediatamente donandogli il mio cuore e la mia fedeltà, forse anche con un tantino di fretta.

Infatti non avevo ben calcolato che, sì la promessa era allettante, ma come tutti i più fantastici orizzonti, lontana da raggiungere, e per niente facile. Ma tant’è.

Chi bello vuole apparire, un po’deve soffrire, e su questo, sia Ongaro che mia nonna si sarebbero trovati d’accordo.

Perchè sì, in realtà avevo ceduto così velocemente grazie alla parolina magica “anti aging”, che ha fatto breccia in me, molto più di tutti i buoni propositi di equilibrio, benessere e via dicendo.

Il patto è questo: 8 settimane di regime disintossicante, messa al bando di tutti i cibi industriali e raffinati, gli allergeni e i possibili scatenanti intolleranze, dove fai riprendere fiato al fegato e in cui rimetterai in moto tutti i benefici effetti di un organismo pulito, per poi reinserire nell’alimentazione tutti gli alimenti di cui ci si è privati (ovviamente solo gli alimenti sani e buoni, dimentica i cibi industriali super raffinati!!), osservando gli effetti che essi producono sul nostro organismo… e continua così, forever, mangiando con equilibrio, ponendo attenzioni più che al “peso” della porzione, alla proprorzione ad ogni pasto fra carboidrati, proteine, fibre. Ah dimenticavo, ti piacciono le bibite gassate e zuccherate? Fai finta non esistano.

Ed io l’ho fatto.

8 infinite settimane, di cui le prime, veramente dure, poi si va avanti abbastanza tranquillamente, ci si fa il callo insomma ad essere visti come alieni, e sentircisi anche un po’.  La parte dura arriva dopo, quando tenti di inserire nella tua dieta un alimento che il tuo corpo non vuole, lì viene il bello.

Diciamo che te ne accorgi, il nostro corpo, in fatto di “segnali” non usa mezzi termini, non te la manda a dire insomma.

Nel mio caso, bandita fu la pasta bianca, da Filippo Ongaro comunque vista come la peste.

Posso però affermare con sicurezza, perchè si tratta della MIA pelle, e delle MIE sensazioni, che si sta bene. Le energie ci sono, sono tante, e l’umore è al top, non che si vada in giro con in faccia un sorriso stampato da idiota notte e giorno, ma si lascia molta tensione alle spalle, ci si sente molto meno nervosi e stressati, si dorme bene.

Insomma io ne ho tratto beneficio. Sono poi stata sotto controllo medico, vivendo con un infermiere e avendo trascinato anche lui in questa avventura, non poteva essere altrimenti, ed ho constatato che anche tutti i valori ematici di riferimento erano a posto. Cos’è successo poi? tutto è tornato come prima? hai ceduto e preso così 10 kg? Nulla di tutto ciò, la nostra vita è tornata normale, in realtà non è mai cambiata, solo che si mangia molto meglio, tante verdure e frutta in più rispetto al pre-Ongaro, la pasta in casa mia, così come il riso, è concepita solo integrale, e sono banditi i prodotto industriali precotti. Tutti. Eccezion fatta per i biscotti che invece sono tornati. Magari biologici, cedo poi di fronte ai Brasil di Gentilini, Filippo fattene una ragione. E anche le patate fritte ogni tanto me le sparo (molto raramente, giuro! e solo fatte in casa, mai industriali precotte o di fast food). Per la promessa di un risultato anti- aging, vi aggiorno fra una ventina di anni.

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