E allora corri!

febbraio 18, 2016

Non appena apro gli occhi la mattina, già so che dovrò andare “di corsa”, un po’ per colpa del mio hobby preferito, la nanna, un po’ per colpa del lavoro e dei ritmi frenetici a cui sono sottoposto. Come tutti, del resto.
Per scaricarmi un po’, ho deciso di “correre per davvero”.

Per correre sul serio però, occorre sacrificio e costanza, solo così possiamo trovare giovamento. Non tutti nasciamo Abele Bikila!
Il mio approccio dilettantistico
È stato pieno di entusiasmo, ma non facilissimo, questo mi spinge a scriverne un post. È assai facile scoraggiarsi all’inizio e rinunciare.
Ma è solo il primo scoglio. Felice come non mai, un giorno ho aperto la scarpiera e afferrando un paio di vecchie scarpe da ginnastica, sono uscito con spensieratezza, così per le mie prime sedute di allenamento; risultato: ginocchia in fiamme e tendini sfilacciati, soprassediamo sui dolori…
Questo perché ho sottovalutato dei fattori fondamentali: l’asfalto è duro, ed io a digiuno totale di allenamento.
Non ho mollato.
Ho cercato piuttosto di addrizzare il tiro, con un buon paio di scarpe dedicate ed un programma di allenamento, comprensivo anche di riposo fra una sessione e l’altra.
I risultati ci sono stati e così sono migliorate anche le prestazioni. Ho impostato il mio allenamento settimanale con due o tre sedute, privilegiando il lavoro di fondo e potenziamento. Teoricamente ad ogni sessione andrebbe incrementato il tempo di allenamento, non sempre ce la faccio. Il mio obbiettivo è quello di prepararmi per una competizione di 10 km, traguardo per me ancora lontano, dato che la mia media per sessione è 7 km. L’altra metà di questo blog, spinge affinché io punti in alto, alla maratona, e non una qualsiasi ma alla celebre maratona di New York, ovviamente è una scusa, per farsi portare nella grande mela.

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