Bamboo

maggio 27, 2016

Un po di tempo fa mi è sbrilluccicata nella testa un’idea, una di quelle che sono riuscito a mettere in pratica però, e che mi stà dando molte soddisfazioni, giorno dopo giorno.  Tutto è partito dalla lettura di alcuni libri del mio autore preferito, lui sì un viaggiatore, uno di quelli instancabili, che ha percorso l’Asia in lungo e in largo. Ed è proprio dalla descrizione di questi luoghi, che amo immaginare ed un giorno magari visiterò, che mi è venuta voglia di crearmene un pezzetto a casa, nello specifico nel mio giardino.

Una piccola lingua di terra è attualmente la dimora del mio bambuseto. Ma partiamo dall’inizio, l’immagine non è quella di me chino sull’aiuola con la paletta a fare delle buchette per le carote, in una bella giornata di marzo, bensì quella di una mattinata, nuvolosa e con vento, di intenso vangare per circa 1 metro di profondità e 3 di lunghezza, roba che Ambra ha cominciato ad insospettirsi… tutto questo non perchè mi sia dato all’archeologia  ma per rendere il terreno morbido e concimato per le giovani radici.

Ad un vivaio ben fornito ho adottato la piantina di bambù, pagandola 25 euro, questo non nascondo ha scatenato il perculing da parte di mia nonna, 86enne, massimo esperto del settore orto che io conosca.

Anche se deriso, ho continuato fino a riuscire a piantare il bambù, che a distanza di un anno ha generato ben 10 nuove canne; la cosa che mi ha meravigliato è il fatto che queste possiedono una capacità di crescita molto veloce, sviluppandosi in altezza per diversi metri in poche settimane, arricchendosi di foglie bellissime di colore verde chiaro. Vederle muoversi al vento e sentirne il rumore è veramente un piacere. E chissà forse un giorno, in Asia ci andrò anche io, magari in treno…

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